L'ARTE E L'UVA
L'uva simbolica
L'atto del mangiare e del bere ha sempre avuto una grande funzione simbolica. e per questo molti alimenti entrano nell'iconografia sacra o profana per il loro valore di simbolo. L'uva è uno di questi alimenti simbolici per eccellenza, a partire dalle scene simposiali nelle ceramiche attiche, dalle rappresentazioni scolpite sulle lastre dei sarcofaghi ai rilievi nei portali delle chiese dal X al XIV secolo, che associano tralci di vite, pampini e grappoli, legati alla simbologia eucaristica e cristologica della Resurrezione.
L'uva nell'arte sacra e funeraria
Nel momento di una importante evoluzione filosofica della società greca Dioniso, dio del vino prende un'importanza crescente. Il suo culto è associato alla conoscenza dei misteri della vita dopo la morte, e questa relazione fa della vite un simbolo funerario, il cui ruolo è stato ripreso e continuato nella simbolica dei Latini, degli Ebrei e dei Cristiani.
Ne è testimone l'arte funeraria che ha moltiplicato sulle tombe i motivi della vite, della vendemmia o della produzione del vino, mostrando come questa bevanda sia stata considerata un forte simbolo di immortalità e conferisse sicurezza nei confronti del misterioso passaggio tra la vita e la morte.
La natura morta: l'estetica dell'uva
Nella pittura romana troviamo già molte nature morte: negli affreschi ritrovati nelle ville di Pompei è raffigurata anche l' uva, assieme a molti altri alimenti, con i vasi, cacciagione, pane e vino.
Da fine Cinquecento in poi il vino e l’uva diventano protagonisti nelle nature morte, un genere di pittura profano di grande impatto decorativo, molto apprezzato, tanto che il secolo XVII conosce un notevole sviluppo delle opere raffiguranti frutta, ed in particolare uva.
L'uva nel disegno naturalistico
Con la nascita della botanica come disciplina, si afferma l'illustrazione naturalistica, descrittiva e precisa, delle uve. In Italia Bartolomeo Bimbi alla fine del 1600 fu uno dei più importanti disegnatori naturalistici. Gallesio è il primo a presentare tavole delle varietà italiane di uve, nella sua Pomona italiana ossia trattato degli alberi fruttiferi, edita a Pisa tra il 1817 e il 1839.
L'uva come elemento decorativo
Già nell'antichità l'uva diventa un segno grafico usato come elemento decorativo in fregi, medaglioni, gioielli. Anche sulle monete antiche l’immagine del grappolo dell’uva, simbolo bacchico per eccellenza, fu vastissima, con figurazioni di grappoli di uva con e senza pampini, con e senza viticci, talvolta ancora attaccati al tronco, spesso associati con altri simboli.
Nel corso dei secoli l'uva si trova riprodotta su manufatti ceramici e maioliche: su arazzi e stoffe, su argenti e intarsi.