IL DISEGNO NATURALISTICO
All'inizio del XVI Secolo la botanica subisce una grande trasformazione, che la porterà a diventare una disciplina moderna. Nel medioevo lo studio delle specie vegetali era dedicato essenzialmente a scopi alimentari, medicinali e farmaceutici. Con il 1500 nasce una vivace attenzione ai problemi di classificazione e di morfologia delle piante, anche grazie alle importazioni di nuovi fiori e nuove piante dall'Asia e dalle Americhe.
Si deve in particolare ai tedeschi Otto Brunfels (teologo) e Leonhart Fuchs (medico) e al medico italiano Pietro Andrea Mattioli il merito di avviare per primi un'indagine più rigorosa del mondo vegetale. Per dominare il cospicuo numero di piante che andava ad assommarsi a quelle già conosciute si ricorre a trattati corredati da puntuali descrizioni e, soprattutto, da raffigurazioni il più dettagliate e realistiche possibile. L'affermazione della stampa e delle tecniche incisorie contribuisce alla fortuna delle immagini poste a corredo di opere a stampa, oppure raccolte in album e alla diffusione di singoli fogli incisi.
Fra le tecniche di stampa calcografica con matrice di metallo fu molto utilizzata, soprattutto dalla fine del Seicento, la cosiddetta acquaforte. Le stampe calcografiche ad acquaforte venivano comunque spesso ritoccate e colorate a mano.
Alla fine del 1700 si ha l’invenzione della litografia, dovuta a Alois Senefelder di origine bavarese e la data d’invenzione è fissata nel 1796.
Il XIX secolo è dominato dalla figura di Pierre Joseph Redouté (1759-1840). Pierre-Joseph Redouté è stato un pittore e botanico francese, celebre per le sue pitture di fiori all'acquerello, e più particolarmente delle rose. Fu soprannominato "il Raffaello dei fiori." 
Alla rivista inglese Botanical Magazine, fondata nel 1787 da William Curtis e corredata da numerose illustrazioni di alta qualità di piante 'sempre ritratte da esemplari vivi' e incise con tecniche diverse, in particolare con la litografia, va il merito di aver contributo a dilatare non solo nuove frontiere del sapere botanico, ma anche a diffondere la passione per l'illustrazione. Anche in Italia diverse opere di fine 1700 e inizio 1800 dimostrano l'importanza attribuita dagli scienziati alla raffigurazione dei fenomeni naturali.
Il conte Giorgio Gallesio è il primo a presentare tavole delle varietà italiane di uve, nella sua Pomona italiana ossia trattato degli alberi fruttiferi, edita a Pisa tra il 1817 e il 1839. I volumi raccolgono 160 tavole che costituiscono un esempio eccezionale e isolato nel panorama italiano dell'illustrazione botanica. Le splendide tavole a colori sono incise in rame a fondo puntinato, una tecnica vicina a quella dell'acquaforte. La Pomona costituì un progetto ambiziosissimo che insieme alla competenza botanica richiedeva grande maestria grafica e solidità editoriale a causa degli alti costi della stampa. Gallesio coordinò non meno di trenta persone tra incisori e disegnatori, tra i quali si trova uno dei migliori calcografi e incisori italiani della metà dell'800, Antonio Serantoni, che aveva inciso pure le tavole di Gaetano Savi.