L'AMPÉLOGRAPHIE

Quest’opera monumentale, concepita nel 1883 sotto la direzione di Pierre Viala fu realizzata tra il 1900 e il 1910. Certamente non è il primo testo francese di Ampelografia. Da qualche decennio era già stato pubblicato il famoso Essai d’Ampélographie (ou Traité des cépages) del Conte Alessandro Odart, che ebbe ben 7 edizioni, e poco prima di quel tempo vide la luce in Francia l’eccellente Vignoble di Victor Pulliat e Alphonse Mas, mentre in Italia G. di Rovasenda e in Germania H. Goëthe avevano redatto i loro preziosi quanto succinti saggi.
Nessun’opera dell’epoca, e neppure dei tempi successivi, però, avrebbe mai eguagliato l’Ampélographie diretta da Viala per il numero delle cultivar trattate, per la completezza delle informazioni fornite, per i Paesi viticoli interessati, per la ricchezza dell’iconografia.
Dopo un primo tomo dedicato all’Ampelografia Generale, che comprende tra l’altro la trattazione di altri generi ed altre specie del genere Vitis diverse da V. vinifera, i volumi dal secondo al sesto trattano più di 500 vitigni raffigurati con una tavola a colori. Il testo è ordinato per ogni cultivar in temi quali i sinonimi, la storia, l’area geografica di coltura, l’ampelografia comparata, i caratteri colturali ed enologici, la descrizione morfologica.
Nel suo insieme raggiunge, ci informa Viala stesso, 3200 pagine.
Uno degli aspetti più innovativi del modo con cui quest’opera fu concepita e redatta e che, malgrado l’immenso sforzo di coordinamento, permise di trattare in modo competente un numero sorprendente di vitigni diversi, non solo francesi, è il fatto di aver richiesto e ottenuto la collaborazione di esperti locali, che meglio di tutti conoscevano i vitigni della propria regione e che essi stessi coltivavano. Parteciparono alla stesura ben 85 esperti regionali, di cui quasi la metà operanti in Paesi diversi dalla Francia.
Per questo l’Ampélographie rappresenta una miniera di informazioni pratiche (dai caratteri distintivi di ciascun vitigno, alle problematiche di coltivazione, alla variabilità intra-varietale, alle impressioni enologiche) che, se pure riferite all’epoca dell’indagine, sono state raramente superate.
A dipingere le splendide tavole si alternarono gli artisti J. Troncy, H. Gillet, H. M. Boisgontier, A. Kreyder.
Alla incomparabile esperienza in materia e alle doti manageriali di Pierre Viala, professore di Viticoltura alla Scuola Superiore di Agronomia, ma anche alla generosità del senatore V. Vermorel, che ne fu il finanziatore, si deve la realizzazione di un’opera enormemente impegnativa, dopo che numerosi editori dell’epoca avevano rinunciato al progetto che in edizione di lusso si prefigurava costosissimo. “Monsieur V. Vermorel a voulu que l’Ampélographie fût un beau livre” affermò Viala.
Certamente è uno dei più bei libri di viti che esistano.